Discussione su questo Post

Avatar di User
Avatar di Francesca Anita Gigli

La cosa più crudele di questo pezzo è che la serenità smette di essere una possibilità e diventa una postura sociale e un modo garbato per dire che anche il dolore, ormai, deve sapersi comportare.

Devi guarire bene, riposare bene, soffrire con metodo, staccare con eleganza e tornare centrato prima che qualcuno si accorga che dentro hai ancora una mano che ti stringe il petto.

Non viviamo in un’epoca che nega l’inquietudine (sarebbe quasi più onesto) ma l’accoglie, la impacchetta, la illumina bene, la trasforma in pratica, percorso, contenuto, weekend lungo, spa emotiva, frase pronunciabile da uno con il lino bianco e il trauma ordinato per capitoli.

E invece certe malinconie hanno il pessimo gusto di restare informi. Non insegnano niente. Non diventano una versione più presentabile di noi.

Quindi grazie ❤️

Avatar di Serena

Purtroppo sembra quasi che in questa società mangiata dal capitalismo, il benessere sia l'ennesima cosa da poter comprare - come se andare in spiaggia, fare corsi di yoga o meditazione fossero il mezzo per trovare la serenità. Sarebbe bello se la serenità fosse un integratore in vendita! Mi chiamo Serena e il titolo "Serenità imposta" mi fa pensare a quante volte mi sono sentita in dovere di rispecchiare il mio nome. "Serena non è tanto serena" - mi dicevano gli amici, e mia mamma ha iniziato a chiamarmi "Tempesta" perché serena non ci sono mai stata... Allora per mettere la ciliegina sulla torta, l'universo ha deciso di deridermi ancor di più dandomi una malattia psicosomatica da stress! Questo mi ha insegnato che la serenità nasce da dentro e che non c'è nulla di più importante di ascoltare la propria mente e il proprio corpo, di riposarsi... Ma che colpa ne abbiamo noi se viviamo in un mondo dove il riposo è un altro impegno sulla tabella di marcia?

Ancora 11 commenti...

Nessun post

Assolutamente, procediamo.