17 Commenti
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Avatar di Misticanza

Capisco la tua amica, anche io sono figlia unica di madre vedova… tenermi insieme è quello che faccio sin da bambina. Dalle un abbraccio e avverti se esce qualcosa su Greg.

Avatar di Lorenzo Prattico

Un abbraccio e prometto per Greg 🐸

Avatar di Caterina

Non so se dipenda dal fatto di essere figli unici, o primogeniti. Io ho un fratello più grande e fino agli 8 anni, ho scassato mia madre con una richiesta a mio modo di vedere (di allora) molto banale, al limite dell'ovvietà: dammi un fratellino o una sorellina. Oppure un cane, un gatto, un uccellino. Volevo prendermi cura di qualcuno. ... Mia madre mi disse:"Poi te ne fai quanti ne vuoi di figli, quando sarai grande!" Smisi di chiedere.

Ebbi un pesciolino rosso, a 10 anni, premio di un gioco da fiera. Era delizioso e lo guardavo e lo vedevo guardarmi. Lo chiamai Nemo [originale, eh?]

Il terzo giorno è sparito. Nessuna resurrezione per lui, morto e basta. Mentre io ero a scuola, mio fratello lo stuzzicava con un coltello. Dopo due giorni che chiedevo dove lo avessero messo, mia madre, asciutta come una suola di sandalo, ha detto:"L'ho buttato nel cesso: era morto." ... A me le cose della vita arrivano così: le chiedi a lungo, rinunci per sfinimento, ti arriva un contentino che ti viene strappato via. Ovvio che poi mi dicono che sono "problematica". Ma il fil rouge di tutta una vita fatta di lenza, abboccamenti e star fuori dall'acqua ad annaspare, è che prendi le distanze dalla felicità, non ti fidi che possa accadere. Magari sai che esiste, lo vedi che altri si mostrano felici. Ma credi che è merce per pochi e tu non hai i numeri giusti per potertela accaparrare. Poco male, si può vivere anche con molto meno. E invece no, perché se hai un padre competitivo e una madre anaffettiva, cresci con un'ansia non tua. Ti si dice da molto piccola, che pur essendo la minore, "dovrai essere tu ad aiutare tuo fratello nel mondo, perché è una persona buona, e dei buoni se ne approfittano tutti." Che recepisci? Che tu non sei (buona) come tuo fratello, che tu devi combattere per difenderlo dai cattivi (quindi anche da me) e che non dovrai sbottonare nessuna emozione, durant3bla lotta: concentrati solo sul risultato, niente lacrime, niente lamenti. Prova a guardare avanti, e via.

Si, di solito ci chiamano "razionali", ma questa etichetta l'abbiamo costruita noi, e che lo si ammetta oppure no, se scegliamo di soffocare la parte emotiva di noi, siamo noi stesse le criminali. Noi, si, che non ci troviamo più a nostro agio a parlare di fortuna o felicità, che abbiamo un senso dell'umorismo condito col sale dell'autoironia, che passiamo per severe, o inflessibili, che crediamo nella giustizia ma siamo ostacolate a praticarla. Noi che teniamo gli occhi lucidi, e sorridendo diciamo "non è niente",girando il viso altrove perché tutto quello che non diciamo piange dentro al cuore. Si, siamo noi i Dott. Frankestein di quel mostro che diamo in pasto agli altri, perchésia distrutto. E allora spostiamoci un poco e osserviamo. Guardiamo cosa siamo realmente stati in grado di "generare": ed ecco una persona che dietro tanta impermeabile indefettibilità vorrebbe ridere di gusto, come ...non sa più quand'è stata l'ultima volta. Allora accolgo e ricambio la parola magica di una commentatore, sopra di me: ABBRACCIATE. Abbracciate, si, abbracciate persone simili, anche se vi faranno sentire esagerati, abbracciatele. Perché ritornino a sentire il perimetro del loro corpo, perché rientrino nella loro umanità, perché la razionalità va bene se misurata tra istinto e sentimento, confini che alle razionali sembrano essere stati negati, sottratti, o comunque perduti. È necessario, comunque, donare un abbraccio. Perché sicchiudano gli occhi e stavolta non voltino la faccia, quando le lacrime arrivano sotto le ciglia. Ma soprattutto perché riaprano quella porta dietro la quale si sono nascoste, e diano al loro tempo, la possibilità di recuperare qualcosa che ha il valore di un'esistenza e tutto il calore dell'eternità.

Avatar di LaMoppi

Ho appena pianto, in treno: non era previsto. Le tue parole mi sono arrivate dritte al cure, conficcate come un coltello. Mi spiace per tutto quello che hai passato, mi ritrovo molto nelle tue parole nonostante la mia situazione sia diversa. Grazie per questo commento Caterina. Non so se questo ti conforta granchè, ma non sei sola. Un abbraccio. ❤️‍🩹

Avatar di Caterina

Cara, grazie! Grazie di cuore, veramente. Si, mi consola parecchio sapere che c'è gente che non si nega la sensibilità. Arriviamo più lontano dei nostri stessi limiti, se procediamo tenendoci per mano. Io ho scritto per porgere la mia. E ti ringrazio di averla trattenuta. Un abbraccio affettuoso di contraccambio sincero 💟💐

Avatar di Giulia Cocco

Un abbraccio alla tua amica, anche io sto lottando per disegnare rane!

Avatar di Caterina

Coraggio. Le rane sono simpatiche.

Avatar di Melissa

Vorrei arrivasse anche per me il giorno in cui la stanchezza decide di rimanere sul divano e non seguirmi ❤️‍🩹 Un abbraccio alla tua amica, spero ci sarà un posto per disegnare per entrambe

Avatar di Diana

Il mio terapeuta, in una delle prime sedute, mi raccontò di una fiaba olandese dove un bambino, mentre passeggiava, sentí un suono proveniente dalla diga del paese e una volta lì si accorse di un piccolo foro che si era formato e che stava per dar inizio al crollo della struttura . Decise di metterci un dito, bloccò la fuoriuscita di acqua ed evitò la tragedia, ma rimase bloccato lì. Ci paralizziamo, terrorizzati dalla possibilità di perdere il controllo e di finire in un qualcosa che immaginiamo come il caos più assoluto.

Ci hanno insegnato che il controllo è salvifico , quando la vera libertà arriva dal vedere quanto possano essere invece crudeli gli argini messi a contenere un fiume che per sua natura dovrebbe poter scorrere libero e sí, straripare un po' quando ne ha bisogno .

Che la tua amica possa iniziare a nuotare libera, come le sue ranocchiette.

Avatar di Racconti da dietro il bancone

Quando ci insegneranno che le nostre emozioni non sono una debolezza di cui scusarci, ma la nostra arma più potente di cui vantarci?

Avatar di PiMamm

Forse la tua amica ha ragione

Avatar di Riccardo D'Uggento

Quella frase — "razionale è il nome che dà al suo bisogno di restare intatta" — è la cosa più precisa che abbia letto su questo meccanismo. Non è razionalità. È protezione travestita da razionalità. Ed è una delle maschere più difficili da togliere perché sembra virtuosa. Ho perso mio padre a ventitré anni. Per molto tempo ho fatto la stessa cosa — tenere tutto insieme, non esporre mai niente, controllare l'intensità prima che arrivasse agli altri. Non sapevo che stavo solo rimandando. La rana Greg e la principessa morta mi hanno commosso. Perché le linee storte sono quelle che disegniamo quando smettiamo di chiedere il permesso di sentire.

Grazie per questo.

Avatar di Caterina

Non so se dipenda dal fatto di essere figli unici, o primogeniti. Io ho un fratello più grande e fino agli 8 anni, ho scassato mia madre con una richiesta a mio modo di vedere (di allora) molto banale, al limite dell'ovvietà: dammi un fratellino o una sorellina. Oppure un cane, un gatto, un uccellino. Volevo prendermi cura di qualcuno. ... Mia madre mi disse:"Poi te ne fai quanti ne vuoi di figli, quando sarai grande!" Smisi di chiedere.

Ebbi un pesciolino rosso, a 10 anni, premio di un gioco da fiera. Era delizioso e lo guardavo e lo vedevo guardarmi. Lo chiamai Nemo [originale, eh?]

Il terzo giorno è sparito. Nessuna resurrezione per lui, morto e basta. Mentre io ero a scuola, mio fratello lo stuzzicava con un coltello. Dopo due giorni che chiedevo dove lo avessero messo, mia madre, asciutta come una suola di sandalo, ha detto:"L'ho buttato nel cesso: era morto." ... A me le cose della vita arrivano così: le chiedi a lungo, rinunci per sfinimento, ti arriva un contentino che ti viene strappato via. Ovvio che poi mi dicono che sono "problematica". Ma il fil rouge di tutta una vita fatta di lenza, abboccamenti e star fuori dall'acqua ad annaspare, è che prendi le distanze dalla felicità, non ti fidi che possa accadere. Magari sai che esiste, lo vedi che altri si mostrano felici. Ma credi che è merce per pochi e tu non hai i numeri giusti per potertela accaparrare. Poco male, si può vivere anche con molto meno. E invece no, perché se hai un padre competitivo e una madre anaffettiva, cresci con un'ansia non tua. Ti si dice da molto piccola, che pur essendo la minore, "dovrai essere tu ad aiutare tuo fratello nel mondo, perché è una persona buona, e dei buoni se ne approfittano tutti." Che recepisci? Che tu non sei (buona) come tuo fratello, che tu devi combattere per difenderlo dai cattivi (quindi anche da me) e che non dovrai sbottonare nessuna emozione, durant3bla lotta: concentrati solo sul risultato, niente lacrime, niente lamenti. Prova a guardare avanti, e via.

Si, di solito ci chiamano "razionali", ma questa etichetta l'abbiamo costruita noi, e che lo si ammetta oppure no, se scegliamo di soffocare la parte emotiva di noi, siamo noi stesse le criminali. Noi, si, che non ci troviamo più a nostro agio a parlare di fortuna o felicità, che abbiamo un senso dell'umorismo condito col sale dell'autoironia, che passiamo per severe, o inflessibili, che crediamo nella giustizia ma siamo ostacolate a praticarla. Noi che teniamo gli occhi lucidi, e sorridendo diciamo "non è niente",girando il viso altrove perché tutto quello che non diciamo piange dentro al cuore. Si, siamo noi i Dott. Frankestein di quel mostro che diamo in pasto agli altri, perchésia distrutto. E allora spostiamoci un poco e osserviamo. Guardiamo cosa siamo realmente stati in grado di "generare": ed ecco una persona che dietro tanta impermeabile indefettibilità vorrebbe ridere di gusto, come ...non sa più quand'è stata l'ultima volta. Allora accolgo e ricambio la parola magica di una commentatore, sopra di me: ABBRACCIATE. Abbracciate, si, abbracciate persone simili, anche se vi faranno sentire esagerati, abbracciatele. Perché ritornino a sentire il perimetro del loro corpo, perché rientrino nella loro umanità, perché la razionalità va bene se misurata tra istinto e sentimento, confini che alle razionali sembrano essere stati negati, sottratti, o comunque perduti. È necessario, comunque, donare un abbraccio. Perché sicchiudano gli occhi e stavolta non voltino la faccia, quando le lacrime arrivano sotto le ciglia. Ma soprattutto perché riaprano quella porta dietro la quale si sono nascoste, e diano al loro tempo, la possibilità di recuperare qualcosa che ha il valore di un'esistenza e tutto il calore dell'eternità.

Avatar di Samantha Zatelli

Salta di foglia il tronco,riposati al sole,gonfiati se vedi una biscia,cambia colore,cambia stagno,non stagnare...sii come Greg❤️🌷

Avatar di Caterina

Commenterò tra un poco. ... intanto, amo anche questo racconto. E sono assolutamente in linea con la tua amica. Ma la lettura di certi fatti, va fatta anche da altre prospettive. Perché sono davvero tante, le prospettive. E non tutte siamo disposte a riconoscerle, io e la tua amica. Ma vanno comunque analizzate

A dopo.

Avatar di simona lerda

Buon rientro Lore un abbraccione bacione e sux domenica e strabiliante settimana 🥰🥰🥰🥰❤️❤️❤️

Avatar di Vicente Cortez

Ao, Lorenzo! Un saluto dal Brasile.